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Artigiani di comunità

Ufficio Catechistico Nazionale
della Conferenza Episcopale Italiana
 
ARTIGIANI DI COMUNITà
Linee guida per la catechesi per l’anno 2021-2022
8 settembre 2021
 
Introduzione di S. Em. Card. Gualtiero BASSETTI, Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana:

 

«È ancora viva l’esperienza dell’incontro con Papa Francesco lo scorso 30 gennaio, in occasione del sessantesimo anniversario dell’Ufficio Catechistico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. L’accoglienza e le parole del Santo Padre rappresentano un invito a rilan­ciare con freschezza ed entusiasmo l’annuncio del Vangelo e la catechesi in Italia. Ne abbiamo ricavato tre parole chiave, come nuclei intorno ai quali ripensare una proposta ecclesiale che sappia prendersi cura della persona: kerygma, comunità e futuro.

In questo senso, molto è stato fatto; ma molto può ancora essere fatto. Anche all’interno della Chiesa la pandemia da Covid-19, ancora presente a livello mondiale, ha messo in que­stione le certezze e le conquiste che sembravano consolidate una volta per tutte. Siamo in presenza di fratture sociali, economiche, antropologiche, educative e pastorali. È diffuso un senso di smarrimento e di incertezza nei singoli, nelle famiglie e nelle comunità. Abbiamo sperimentato la fragilità e la precarietà della vita. In particolare, questo tempo ci chiede di fare i conti con il senso di solitudine e con la fatica di tornare a sperare.

Tuttavia, nella crisi di pratiche e modelli consolidati sono emerse anche tante testimo­nianze eroiche di catechiste e catechisti, di religiose e religiosi, di parroci, di volontari e di comunità che hanno risposto con coraggio e creatività alle sfide della storia.

Ora però è tempo di non procedere più da soli. Servono coralità, fraternità, decisioni condivise perché la proposta di annuncio e di catechesi non resti schiava di un modello sbiadi­to, abitudinario e opaco. Non si tratta solo di definire nuovi strumenti di cui pur avvertiamo l’urgenza e il bisogno. Piuttosto, sarà necessario ritornare a ciò che è essenziale: lasciarsi in­contrare dal Dio della vita, che non smette di cercare la sua creatura amata.

Occorrerà affinare uno sguardo evangelico per cogliere quei segni di rinascita che spun­tano come germogli piccoli e inattesi. Si potrà dare vita a nuove pratiche ecclesiali virtuose: una maggiore cura per le azioni liturgiche; la riscoperta del ritmo salvifico dell’anno liturgico; la valorizzazione della Parola di Dio letta, meditata e pregata; la catechesi non più ingabbiata nei tempi e nei metodi della scuola; i gesti gratuiti e solidali della carità; la cura per le persone nei passaggi di vita; i linguaggi adatti al nuovo mondo digitale. Accanto a questi segni di rinascita già visibili ne emergeranno altri nei prossimi anni. Certamente sta affiorando il desiderio di una testi­monianza credibile del Vangelo nell’annuncio, attraverso la fraternità e nel rapporto con il mondo.

Quale può essere il modo per avviare oggi tutto questo? Ancora le parole di Papa Fran­cesco ci hanno indicato la via: «La Chiesa italiana deve tornare al Convegno di Firenze, e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per dio­cesi: anche questo processo sarà una catechesi. Nel Convegno di Firenze c’è proprio l’intui­zione della strada da fare in questo Sinodo. Adesso, riprenderlo: è il momento. E incomincia­re a camminare». Per le Chiese che sono in Italia è tempo di intraprendere insieme un proces­so sinodale.

Nel maggio scorso, nel contesto dell’Assemblea generale dei Vescovi italiani, è stata votata una mozione che di fatto ha avviato il cammino sinodale: ha suggellato un primo per­corso compiuto e ne ha aperto un altro, che è in divenire e che nelle prossime settimane vedrà la sua definizione concreta. La mozione stessa è stata frutto di un esercizio sinodale tra i ve­scovi, che hanno condiviso la preoccupazione di non appesantire la vita delle comunità dioce­sane, ma rimarcando la necessità che tale cammino sia un aiuto per la vita delle comunità in questo nostro tempo particolare. Il desiderio è di compiere un cammino insieme per ricolloca­re la Chiesa nel tempo presente. Ogni singola comunità diocesana sarà quindi impegnata ad ascoltare sé stessa e quanti potranno offrirle un contributo nel discernere la realtà in cui è immersa: più in profondità, si tratterà di cogliere cosa lo Spirito dice alle nostre Chiese. E, come diceva il Santo Padre, «anche questo processo sarà una catechesi».

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