Il 18 Maggio

La festa è alle porte. E la prima che deve prepararsi è proprio la statua della Madonna.
A vestirla con l’abito nuovo, distinto da quello con cui si vede durante il resto dell’anno, sono delle donne devote.
Solo ed esclusivamente donne: a nessun uomo, infatti, è permesso prendere parte alla vestizione, che si svolge la mattina del 18 maggio, all’interno del Santuario.
Un rito che si ripete, tramandandosi di madre in figlia, come un privilegio che consente di stare "vicino" alla Mater Domini.
Fuori, chiuso il portale del santuario, sul sagrato la gente aspetta che tutto sia pronto.
Fatto indossare l’abito, sistemata la corona, adagiato l’ultimo gioiello, la statua è pronta per la festa. Il portale si apre, la banda può entrare a suon di musica, dietro i fedeli.
Intorno a mezzogiorno, concluso il rito, nel santuario è l’ora della celebrazione eucaristica.
In serata, la Mater Domini esce simbolicamente incontro alla sua comunità, attraverso l’effigie ritratta in una tela di grandi dimensioni, chiamata per antonomasia "Il Quadro".

E, appunto, "processione del Quadro" si chiama quella che la sera del 18 maggio si snoda dal Santuario verso piazza fratelli Barberio, nel centro urbano. Qui la tela viene collocata sulla cassarmonica, il luogo dove diverse bande nei giorni della festa si alternano nell’esecuzione dei concerti musicali.
Questa processione segna l’inizio ufficiale della festa, tant’è vero che il quadro rimane sulla cassarmonica fino al giorno dell’Ottava (otto giorni dopo rispetto al 20 maggio), quando un’altra processione accompagnerà il ritorno dell’effigie ai santuario. La presenza, di giorno e di notte, del quadro della Mater Domini nella piazza del paese, luogo per eccellenza della vita civile, è il simbolo del legame tra il culto alla Madonna e la vita stessa del paese.

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